Caffè, aperitivi, vini e amari: che cosa sono, come si ordinano e quando si bevono.
Non un elenco di etichette, ma una guida a che cosa chiedere al banco e a tavola.
Caffè, aperitivi, vini e amari
Acqua frizzante e minerali italianeL'Italia è tra i primi paesi al mondo per consumo di acqua minerale. Ed è uno dei pochi dove si sceglie la marAmarone della ValpolicellaDa uve appassite per mesi. Concentrato, alcolico, caro.AmericanoCampari, vermouth rosso, soda. L'antenato del negroni, e più leggero.Barolo ChinatoBarolo aromatizzato con china, rabarbaro e spezie. Nato come rimedio farmaceutico.Barolo e BarbarescoStessa uva, due paesi vicini, caratteri diversi. Entrambi da nebbiolo, entrambi nelle Langhe.BelliniProsecco e purea di pesca bianca. Nato all'Harry's Bar di Venezia negli anni Quaranta.Caffè correttoEspresso con un goccio di distillato dentro. Si ordina come una cosa sola.Che cosa bere con la pizzaBirra o acqua, quasi sempre. Il vino con la pizza si beve poco, anche se nulla lo vieta.Chianti e Chianti ClassicoDue denominazioni diverse, spesso confuse. Il Classico ha il gallo nero sul collo della bottiglia.Chinotto e bibite italianeAmaro, scuro, gassato. Il chinotto è la bibita italiana meno somigliante alle altre.Crodino e gli aperitivi analcoliciL'aperitivo per chi non beve alcol. Arancione, amarognolo, in bottigliette piccole.GaribaldiCampari e succo d'arancia. Due ingredienti, e il secondo deve essere spremuto al momento.Gli amariErbe, radici, cortecce in infusione. Si bevono dopo cena, e ogni regione ha il suo.GrappaDistillato di vinacce, cioè di quello che resta dopo la pressatura dell'uva. È italiana per legge.Hugo SpritzProsecco, sciroppo di sambuco, menta, lime, soda. Più leggero e più floreale dello spritz classico.I vini della SiciliaNero d'Avola, Etna, Marsala. L'isola produce più vino di quanto si creda, e da vent'anni molto meglio.Il caffè in ItaliaSi beve al banco, in piedi, in trenta secondi. Sedersi costa il doppio, e non è un imbroglio: è il listino.Il vermouth di TorinoNato a Torino nel 1786, in una bottega di via Roma. Antonio Benedetto Carpano fu il primo a codificarlo.Il vino sfuso e la caraffaSi ordina al quarto, al mezzo o al litro. Nelle trattorie serie è vino locale e costa poco.L’acqua al ristoranteNaturale o frizzante, in bottiglia, quasi sempre a pagamento. È la prima domanda che fa il cameriere.L’aperitivoDalle diciotto alle venti, prima di cena. Non è un pasto, anche se a Milano spesso lo diventa.La birra artigianale italianaUn movimento nato negli anni Novanta che oggi conta centinaia di birrifici.La cioccolata caldaDensa, quasi da cucchiaio. Non è latte al cacao.LambruscoRosso, frizzante, secco. Niente a che vedere con il dolce esportato negli anni Ottanta.LimoncelloSolo buccia di limone, alcol, acqua e zucchero. Nessuna parte bianca, altrimenti diventa amaro.Marocchino e i caffè al barEspresso, cacao e schiuma di latte, nel bicchierino di vetro. Piccolo, si beve in due sorsi.NegroniGin, vermouth rosso, Campari in parti uguali. Ghiaccio e scorza d'arancia.OrzataSciroppo di mandorla allungato con acqua. Nonostante il nome, l'orzo non c'entra più.ProseccoNon è champagne e non vuole esserlo. Metodo diverso, prezzo diverso, uso diverso.SambucaLiquore all'anice, servito con tre chicchi di caffè. Si chiama «con la mosca».Seltz, limone e saleAcqua gassata, succo di limone, un pizzico di sale. Il chiosco siciliano d'estate.SpritzProsecco, bitter, soda, ghiaccio, fetta d'arancia. Nato nel Veneto sotto l'Austria, quando i soldati allungavaVermouthVino aromatizzato con erbe, tra cui l'assenzio. Nato a Torino nel Settecento.Vin brûlé e bevande invernaliVino rosso caldo con spezie e zucchero. Si beve ai mercatini di Natale e in montagna.Vin Santo e vini dolciDa uve appassite, servito con i cantucci. Il dolce toscano per eccellenza.
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