Che cosa c’è dietro un nome in etichetta: la zona, le uve, quanto invecchia e quando conviene aprirlo.

Non un elenco di annate, ma una guida a capire che cosa si sta ordinando.

Le denominazioni

Aglianico del Vulture DOCAglianico su un vulcano spento, in Basilicata. Meno noto del Taurasi e spesso più economico.Alto Adige DOCVigne fino a mille metri, etichette bilingui. La regione italiana con la più alta percentuale di vini DOC.Amarone della Valpolicella DOCGDa uve appassite per tre o quattro mesi. Concentrato, alcolico, spesso oltre i quindici gradi.Barbaresco DOCGStesso vitigno del Barolo, pochi chilometri più a est. Più immediato, meno austero.Barbera d’Asti DOCGAcidità alta, tannino basso. Il contrario del nebbiolo, e per questo più immediato.Bardolino DOCIl rosso leggero del lago di Garda. Si beve fresco, anche d'estate.Barolo DOCGNebbiolo in purezza, dalle colline delle Langhe. Undici comuni, e ognuno dà un vino diverso.Bolgheri DOCUve francesi sulla costa toscana. È qui che sono nati i supertuscan.Brunello di Montalcino DOCGSangiovese in purezza, cinque anni prima di uscire. È il rosso toscano più longevo.Cannonau di Sardegna DOCIl rosso sardo, caldo e alcolico. È la stessa uva del grenache francese e della garnacha spagnola.Carmignano DOCGSangiovese con cabernet, autorizzato dal 1716. Tre secoli prima dei supertuscan.Cerasuolo di Vittoria DOCGL'unica DOCG della Sicilia. Un rosso leggero, profumato, quasi da servire fresco.Chianti Classico DOCGIl gallo nero sul collo della bottiglia. È il segno che distingue il Classico dal Chianti generico.Cirò DOCForse il vino più antico d'Europa ancora in produzione. Si dice fosse il Krimisa offerto agli atleti olimpici.Colli Orientali del Friuli DOCLa zona friulana accanto al Collio, meno nota e spesso più economica.Collio DOCLa zona dei grandi bianchi italiani, sul confine sloveno. Suolo di marna e arenaria, chiamato ponca.Conegliano Valdobbiadene DOCGLa zona storica del prosecco, in collina. Diversa dal Prosecco DOC di pianura.Dolcetto d’Alba DOCIl nome inganna: è un vino secco. «Dolcetto» si riferisce all'uva, dolce da mangiare.Est! Est!! Est!!! DOCIl vino con il nome più strano d'Italia. E una leggenda che lo spiega.Etna DOCVigne sul vulcano, fino a mille metri. La denominazione più antica della Sicilia, del 1968.Falanghina del Sannio DOCIl bianco campano più diffuso e più accessibile. Fresco, agrumato, immediato.Fiano di Avellino DOCGL'altro grande bianco irpino. Più morbido del Greco, con profumo di nocciola.Franciacorta DOCGMetodo classico, rifermentazione in bottiglia. Non è prosecco e il metodo è quello dello champagne.Frascati DOCIl bianco dei Castelli Romani. Il vino delle fraschette, le osterie di campagna fuori Roma.Gavi DOCGIl bianco piemontese, secco e agrumato. In una regione famosa per i rossi.Greco di Tufo DOCGBianco irpino su terreni di zolfo. Struttura e mineralità rare in un bianco del Sud.LambruscoRosso frizzante, secco. Il dolce esportato negli anni Ottanta ha rovinato la reputazione di un vino serio.Lugana DOCIl bianco del basso Garda, tra Lombardia e Veneto. Struttura insolita per un bianco di lago.Marsala DOCVino fortificato siciliano, nato per l'esportazione inglese. Quello da cucina non ha nulla a che vedere con quMontefalco Sagrantino DOCGTra i vitigni più tannici al mondo. Da giovane è quasi impenetrabile.Montepulciano d’Abruzzo DOCAttenzione al nome: è un'uva, non il paese toscano di Montepulciano.Morellino di Scansano DOCGIl sangiovese della Maremma, vicino al mare. Più morbido e più pronto dei sangiovesi dell'interno.Moscato d’Asti DOCGDolce, poco alcolico, leggermente frizzante. Cinque gradi e mezzo: è il vino italiano meno alcolico.Nero d’AvolaIl rosso siciliano più diffuso. Caldo, morbido, di frutto scuro.Offida DOCGIl pecorino non è solo un formaggio: è anche un vitigno. E per poco non si estingueva.Orvieto DOCIl bianco umbro, prodotto dal Medioevo nelle grotte di tufo.Passito di Pantelleria DOCUve appassite al sole su un'isola vulcanica. Uno dei grandi vini dolci del mondo.Primitivo di Manduria DOCUva potente, alcol alto, frutto maturo. È lo stesso vitigno dello zinfandel californiano.Rossese di Dolceacqua DOCIl rosso ligure di ponente, su terrazze a picco. Leggero, profumato, prodotto in quantità minime.Salice Salentino DOCIl negroamaro del Salento. Il nome viene dal colore scuro e dal finale amarognolo, non dal greco «mavro».Soave DOCIl bianco veronese, a lungo svalutato dalla produzione di massa. Oggi la zona classica fa vini seri.Taurasi DOCGL'aglianico dell'Irpinia, chiamato il barolo del Sud. Tannico, longevo, sottovalutato.Torgiano Rosso Riserva DOCGUna DOCG per un solo comune. Torgiano, in provincia di Perugia, poche centinaia di ettari.Trebbiano d’Abruzzo DOCUn bianco spesso banale che in poche mani diventa straordinario. È il caso più estremo d'Italia.Valpolicella DOCIl rosso veronese di tutti i giorni. Fresco, di ciliegia, da bere giovane.Valtellina Superiore DOCGNebbiolo su terrazze alpine, a settecento metri. Quaranta chilometri di muretti a secco sul versante retico.Verdicchio dei Castelli di Jesi DOCIl bianco marchigiano che invecchia. Pochi bianchi italiani reggono dieci anni: questo sì.Vermentino di Sardegna DOCIl bianco sardo, salino e agrumato. In Gallura è DOCG, unica in Sardegna.Vernaccia di San Gimignano DOCGIl primo vino italiano a ottenere la DOC, nel 1966. E l'unico bianco DOCG della Toscana.Vino Nobile di Montepulciano DOCGSangiovese di Montepulciano, in Toscana. Da non confondere con il Montepulciano d'Abruzzo, che è un'uva divers

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